La Polizia Italiana condannata per il suo comportamento nel caso di Nikita Balli

É una vicenda incredibile, una di quelle vicende che servono per ricordarci come ci siano settori interi di questo paese che sono fermi agli anni ’50 del secolo passato (o prima) …..e che vi sono molte, troppe, tenebre nel cuore (nero) dell’Italia.

Il tribunale amministrativo della Sardegna ha condannato il comportamento della polizia di Sassari in relazione al caso della Drag Queen toscana Nikita Balli. I fatti in questione risalgono al 2009. Nikita Balli, il cui nome all’angrafe é Michele Cicogna, é una nota Drag Artist di Prato. Nel luglio del 2009 Nikita si trovava a Sassari per effettuare uno spettacolo in una discoteca della zona. Fu arrestata mentre si trovava nella sua macchina in attesa di un amico. Il fatto che fosse in drag fu sufficiente per farla scambiare per una prostituta. Il peggio però venne dopo: la detenzione si svolse in condizioni che sono state definite come “disumane”. Nikita raccontò al sito gay.it che fu umiliata, derisa, le fu negato l’uso del bagno e, ciliegina sulla torta, la mattina dopo le fu dato un foglio di via con il quale la si espelleva dalla Sardegna e le si proibiva di rimettere i piedi a Sassari per tre anni.

Ora, dopo tre anni di una lunga battaglia giudiziaria, l’artista ha ottenuto dal Tribunale amministrativo della Sardegna il ritiro della misura di espulsione. Nella sentenza il tribunale ha sottolineato che «Il sig. Cicogna – si legge – non è stato colto nell’atto di prostituirsi, né, va con forza sottolineato, la passione personale, l’attività artistica e, comunque, la libertà di autodeterminarsi indossando gli abiti della drag queen possono in alcun modo essere legati o confusi con l’attività di meretricio».

… → Qui il testo completo (in Spagnolo)

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