In 4 video il fossato che separa l’Italia dall’Europa in materia di diritti LGBT

Non ho mai sentito un politico italiano fare un discorso medio decente sui diritti LGBT. Non ho ma sentito un discorso che riconosca che omosessuali, lesbiche, transessuali, bisessuali, intersex sono cittadini cui riconoscere diritti da troppo tempo negati e non “poverini”, marginali, sfigati cui dare contentini per tenerli buoni, passare per “moderni” e soddisfare il proprio elettorato “progressista” (senza scontentare troppo i preti). Quelli che seguono sono quattro discorsi di quattro politici europei di destra e di sinistra. Quattro esempi di come si parla di diritti LGBT, quattro esempi di civiltà e umanità. Quattro esempi del fossato che separa l’Italia dall’Europa in materia di diritti LGBT:

Robert Badinter, Francia, 1982

David Cameron, UK, 2012

Christiane Taubira, Francia, 2012

Wincenty Elsner, Polonia, 2013

Ps:  Non ho incluso il bellissimo discorso pronunciato da Zapatero nel 2005. Chi vuole ascoltare quel discorso lo trova qui

Italia: Polemica sulla possibile esclusione di Paola Concia dalle liste del PD

L’ articolo che ho pubblicato nel sito Spagnolo DosManzanas sulla possible esclusione di Paola Concia dalle liste elettorali del PD … → Qui il testo completo (in Spagnolo)

Italia: Attivisti italiani protestano in Vaticano contro le dichiarazioni di Ratzinger

L’ articolo che ho pubblicato nel sito Spagnolo DosManzanas sulla protesta di domenica scorsa in piazza san pietro … → Qui il testo completo (in Spagnolo)

L’attualità LGBT in Italia

Il primo in una serie di tre omnibus di notizie concernenti l’attualità LGBT in Italia.

Le notizie riportate sono: il nuovo caso di bullismo scolare omofobo avvenuto a Udine; il tentativo di censura di Modern Family; un  simpatico caso di solidarietà avvenuto a Fiorenzuola D’Arda; Il congresso su Omofobia, Transfobia e diritto Penale organizzato da rete Lenford e una breve analisi del congresso di quelli dell’Arcigay  … → Qui il testo completo (in Spagnolo)

Italia: L’Avvenire tuona contro il Parlamento Europeo

L’ articolo che ho pubblicato nel sito Spagnolo DosManzanas sulla dura critica lanciata dall’Avvenire contro il Parlamento Europeo reo di aver osato riconoscere che i diritti delle Persone LGTB sono Diritti Umani che devono essere protetti e riconosciuti in quanto tali da tutti i paesi dell’Unione Europea.… → Qui il testo completo (in Spagnolo)

Italia: Un paese malato di Transfobia?

L’ articolo che ho pubblicato nel sito Spagnolo DosManzanas con un’analisi della terribile situazione che il collettivo Trans vive, nell’indifferenza generale, in Italia… → Qui il testo completo (in Spagnolo)

Italia: La vittoria di Bersani promette un futuro incerto per i diritti LGBT

L’ articolo che ho pubblicato nel sito Spagnolo DosManzanas con un’analisi della vittoria di Bersani in chiave LGBT… → Qui il testo completo (in Spagnolo)

La situazione della comunità LGBTQI in Armenia

L’ articolo che ho pubblicato nel sito Spagnolo DosManzanas sulla situazione della comunità LGBTQI in Armenia… → Qui il testo completo (in Spagnolo)

Armenia: L’estrema destra contro il Film Serbo Parada

armeniaLa situazione della comunità LGBT Armena non cessa di essere preoccupante. Le minacce e intimidazioni provenienti da gruppi ultra-nazionalisti hanno forzato vari locali e cinema di Yerevan a sospendere le proiezioni del film serbo a tematica LGBT Parada. Questo ennesimo episodio omofobo si inserisce in un contesto marcato da una forte, e crescente, omofobia sociale e pone una volta di più in evidenza la preoccupante ascesa dell’estrema destra ultra-nazionalista in questa repubblica post-sovietica del Caucaso meridionale.

Le proteste e minacce di gruppi di estremisti omofobi legati a movimenti di estrema-destra hanno forzato l’annullamento di tutte le proiezioni della commedia serba Parada nella capitale dell’Armenia, Yerevan. Le proiezioni erano state organizzate dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e della Delegazione dell’Unione Europea in Armenia al fine di promuovere una maggiore tolleranza e di sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla situazione dei diritti umani delle minoranze sessuali. Fin dal primo momento, l’iniziativa ha, però, provocato le irate proteste di vari gruppi di estrema destra, il più attivo dei quali é stato l’ Hayazn Union (un gruppo di estrema destra omofobo che fece notizia durante la recente crisi diplomatica tra l’Armenia e l’Ungheria, per avere organizzato una violenta protesta davanti al consolato d’Ungheria a Yerevan durante la quale venne bruciata una bandiera Ungherese). L’estrema destra ha sfruttato il fatto che uno dei locali scelti per proiettare la pellicola era il Teatro delle Marionette Hovhannes Tumanyan (così intitolato in onore di uno dei più grandi poeti e scrittori Armeni) per creare un clima d’isteria nel paese e accusare i diplomatici occidentali di “fare propaganda” dell’omosessualità e promuovere la “perversione dei minori”. In un comunicato la Hayazn Union ha accusato l”Unione Europea di attaccare l’Armenia “con la sua immorale propaganda”. Gli estremisti hanno minacciato con devastare i locali in cui era previsto proiettare il film e assaltare la stessa Ambasciata Tedesca se le proiezioni non erano annullate. Le proteste e le minacce hanno sortito il loro effetto, dato che i locali in cui, durante il mese di ottobre e novembre, doveva essere proiettato il film hanno rinunciato uno dopo l’altro. Anche il Teatro delle Marionette, il cui direttore, Ruben Babayan, in un primo momento aveva tentato coraggiosamente di non cedere, si é visto costretto a rinunciare.

La Delegazione dell’Unione Europea e l’Ambasciata tedesca hanno affermato in un comunicato congiunto che questo nuovo episodio omofobo dimostra l’urgenza di promuovere una maggiore comprensione e tolleranza verso le minoranze sessuali nel paese Transcaucasico. Una condanna a cui si sono sommati lo Yerevan Press Club e un gruppo di quasi 30 Organizzazioni non governative che hanno reso pubblica una lettera aperta di condanna.

Il gruppo di difesa dei diritti LGTB PINK Armenia, dal canto suo, ha denunciato pubblicamente la passività e l’indifferenza delle autorità. Come abbiamo detto, questo ennesimo episodio omofobo si inserisce in un contesto marcato da una forte, e crescente, omofobia sociale e da una preoccupante ascesa dell’estrema destra ultra-nazionalista. Negli ultimi mesi la piccola comunità LGBT Armena é stata, infatti, vittima di una serie di attacchi omofobi di un’ estrema violenza che si sommano a una marcato aumento delle aggressioni omofobe e transfobiche. Più grave ancora, queste aggressioni e i loro autori sono stati difesi da politici e funzionari pubblici che in molti, troppi, casi si sono lanciati in dichiarazioni omofobe estremamente violente.

Parada, una commedia sull’omofobia

Parada, é una deliziosa commedia diretta da Srđan Dragojević che racconta le peripezie di un gruppo di attivisti LGBT serbi impegnati a organizzare un Gay Pride a Belgrado, nonostante l’opposizione dei gruppi di estrema-destra e le reticenze del machissimo veterano delle guerre balcaniche (interpretato da Nikola Kojo) che é stato contrattato per gestire la sicurezza dell’evento. Il film, che ha vinto, tra l’altro, il Premio del Pubblico ai Teddy Awards di quest’anno, ha attirato al cinema più di 300.000 spettatori nella sola Serbia e ha avuto un enorme successo in tutta l’ex-Yugoslavia.

Vi lascio con il Trailer originale del Film:

Quella che precede é la traduzione italiana di un articolo, che ho pubblicato originariamente in lingua Spagnola nel sito DosManzanas.

Slovacchia: Il Parlamento boccia le Unioni Civili

Coat_of_Arms_of_Slovakia.svgIl Parlamento Slovacco ha respinto un progetto, per altro molto limitato, di legge di unioni civili aperto anche alle coppie dello stesso sesso. Il progetto, che era stato promosso dal piccolo partito liberale d’opposizione SaS, aveva scatenato l’ira dei cattolici che avevano anche lanciato una petizione raccogliendo migliaia di firme chiedendo al parlamento di non approvare la misura. Il voto contrario espresso dal gruppo del partito di centro-sinistra Smer (Direzione) è risultato determinante per la bocciatura del testo. Lo Smer, che aveva già governato la Slovacchia tra il 2006 e il 2010, é tornato a guidare il paese dopo avere ottenuto una schiacciante vittoria (conquistando ben 83 dei 150 seggi che compongono il parlamento) nelle elezioni legislative anticipate celebrate lo scorso marzo (dette elezioni erano state indette dopo che, nell’ottobre del 2011, il governo presieduto da Iveta Radičová era stato sfiduciato sul voto per la ratifica dell’estensione del Fondo europeo di stabilità finanziaria, FESF).

Lo scorso 6 Novembre, il Parlamento unicamerale Slovacco (la Národná rada Slovenskej republiky) ha respinto, per la terza volta nella sua storia, un progetto di legge sulle convivenze registrate. Il progetto era stato presentato lo scorso agosto dal piccolo partito liberale Libertà e Solidarietà (Sloboda a Solidarita, SaS) e prevedeva di estendere alle coppie conviventi, sia dello stesso sesso, che di sesso distinto, diritti simili (salvo in ciò che concerne il diritto all’adozione e alla potestà genitoriale congiunta) a quelli che la legislazione slovacca già riconosce alle coppie sposate. In pratica il testo parificava il trattamento fiscale delle coppie che avessero registrato la loro unione a quello delle coppie eterosessuali sposate e si occupava di questioni quali l’eredità dei beni del convivente, l’assistenza sanitaria e la reversibilità della pensione.

Sfortunatamente, il progetto é stato appoggiato solo da 14 dei 129 deputati presenti. I voti negativi sono stati 94 e le astensioni 20. Neppure il SaS ha sostenuto compatto la sua proposta. Degli 11 parlamentari che conta il partito, soltanto sei hanno votato a favore. Il voto negativo determinante però é stato, come non poteva essere altrimenti, quello del governativo Direzione-Socialdemocrazia (in Slocacco: Smer-Sociálna Demokracia, SMER-SD). É la terza volta che la Národná Rada boccia una proposta di legge sulle Unioni Civili. Lo stesso, infatti, era già avvenuto nel 1997 e nel 2000.

Appare opportuno notare, in conclusione, che il voto finale é giunto al culmine di due giorni di accesi dibattiti nel corso di quali gli opponenti ai diritti LGBT hanno preso la parola per accusare i promotori della legge di “Blasfemia”, dichiarare che la legge riconosceva il “matrimonio omosessuale” e proclamare che il testo ledeva i “valori tradizionali” della società. L’ex-presidente del Parlamento e attuale leader del partito di ispirazione democristiana “Movimento Cristiano democratico” (Kresťanskodemokratické hnutie, KDH), Pavol Hrušovský, ha affermato che si trattava di un “tentativo demente di distruggere l’intero sistema legale” slovacco.

Luci e Ombre

I dati dell’ultimo rapporto annuale sulla situazione dei diritti LGBT in Slovacchia, che é stato preparato dal gruppo LGBT Iniciatíva Inakosť e dalla fondazione Rosa Luxemburg, mostrano un’ evoluzione significativa dell’opinione pubblica in favore del riconoscimento di alcuni diritti alle coppie dello stesso sesso. Il 47% degli intervistati si dichiara, in particolare, a favore di una legge sulle Unioni Civili (nel 2009 era il 45% e, nel 2008, il 42%. Tutti i rapporti annuali realizzati, a partire dal 2006, da Iniciatíva Inakosť possono essere consultati cliccando qui). Il 70% si dichiara, inoltre, a favore di riconoscere il diritto all’assistenza sanitaria e il 60% si dice a favore del diritto all’eredità.

Questi dati così incoraggianti contrastano, però, con l’immagine ben più oscura e preoccupante che emerge da uno studio sociologico che é stato reso pubblico questa settimana nel paese centroeuropeo. Secondo questo studio, che é stato realizzato dall’Università dei santi Cirillo e Metodio di Trnava nel quadro del programma KomPrax dell’Instituto Iuventa, un’amplia maggioranza degli Slovacchi pensa che gli omosessuali non dovrebbero ricoprire funzioni pubbliche. Lo studio mostra, inoltre, che il 71% degli slovacchi intervistati aderisce a perlomeno una delle 17 affermazioni d’estrema destra sulle quali é stato chiesto loro di esprimere un giudizio e difende posizioni ultranazionaliste, antisemite, anti-rom, anti-magiare, xenofobe e omofobe.

Quella che precede é la traduzione italiana di un articolo, che ho pubblicato originariamente in lingua Spagnola nel sito DosManzanas.